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lunedì 22 luglio 2019
mercoledì 25 marzo 2015
lunedì 16 marzo 2015
domenica 15 marzo 2015
sabato 29 novembre 2014
venerdì 28 novembre 2014
venerdì 14 novembre 2014
venerdì 26 settembre 2014
Si afferma poderosamente
"Nell'uomo l'individualità si afferma poderosamente: ciascuno ha il suo proprio carattere. Quindi lo stesso motivo non ha su tutti lo stesso potere, e mille circostanze accessorie, che hanno posto nell'ampia sfera di conoscenza d'ogni individuo ma rimangono ignote agli altri, modificano la sua azione per modo che dal solo motivo non si può determinare in precedenza l'azione, poiché manca l'altro fattore, la precisa cognizione del carattere individuale e della conoscenza che lo accompagna.
Invece i fenomeni delle forze naturali mostrano l'altro estremo: queste operano secondo leggi generali, senza deviazione, senza individualità, in base a circostanze palesi sottomesse alla più esatta predeterminazione, e la stessa forza naturale si manifesta identicamente in milioni dei suoi fenomeni.
Per chiarire questo punto, per mostrare l'identica natura della Volontà in tutti i suoi fenomeni tanto diversi, dobbiamo in primo luogo considerare il rapporto che la Volontà come cosa in sé ha col proprio fenomeno, ossia il rapporto che il mondo come Volontà ha col mondo come rappresentazione."
(Schopenhauer, Il mondo)
Invece i fenomeni delle forze naturali mostrano l'altro estremo: queste operano secondo leggi generali, senza deviazione, senza individualità, in base a circostanze palesi sottomesse alla più esatta predeterminazione, e la stessa forza naturale si manifesta identicamente in milioni dei suoi fenomeni.
Per chiarire questo punto, per mostrare l'identica natura della Volontà in tutti i suoi fenomeni tanto diversi, dobbiamo in primo luogo considerare il rapporto che la Volontà come cosa in sé ha col proprio fenomeno, ossia il rapporto che il mondo come Volontà ha col mondo come rappresentazione."
(Schopenhauer, Il mondo)
martedì 9 settembre 2014
Il cuore a destra
"L'induzione, ossia conoscenza della causa dall'effetto mediante molteplici esperienze, viene accostata all'evidenza matematica, per modo che ne la divida una distanza non proprio infinitesimale, ma tuttavia minima, sì che la possibilità dell'errore si riduca tanto da poterla trascurare. Ciò nondimeno, tale possibilità sussiste: ad esempio, quando da innumerevoli casi l'induzione conclude per tutti i casi, ossia precisamente per la causa ignota, da cui tutti dipendono. Quale fra le conclusioni di tal sorta ci appare più sicura di questa, che tutti gli uomini hanno il cuore a sinistra? Tuttavia ci sono, come rarissime, isolate eccezioni, uomini che hanno il cuore a destra. Intuizione sensibile e scienza sperimentale hanno dunque la stessa maniera d'evidenza.
Il privilegio che hanno matematica, scienza naturale pura e logica consiste solo in ciò, che il lato formale delle conoscenze è dato per intero e tutto in una volta, e quindi si può qui sempre passare dalla causa all'effetto, mentre là si passa generalmente dall'effetto alla causa."
(Schopenhauer, Il mondo)
Il privilegio che hanno matematica, scienza naturale pura e logica consiste solo in ciò, che il lato formale delle conoscenze è dato per intero e tutto in una volta, e quindi si può qui sempre passare dalla causa all'effetto, mentre là si passa generalmente dall'effetto alla causa."
(Schopenhauer, Il mondo)
sabato 6 settembre 2014
Al sommo
Per esempio il concetto delle relazioni spaziali, o dell'azione reciproca dei corpi organici, o della natura delle piante e degli animali, o delle successive trasformazioni della superficie della terra, o dell'evoluzione complessiva del genere umano, o della formazione d'una lingua, e così via."
(Schopenhauer, Il mondo)
venerdì 5 settembre 2014
La pesanteria
"La pedanteria proviene dall'aver poca fiducia nel nostro intelletto intuitivo, e dal non poterlo lasciar libero di trovare immediatamente la via giusta in ogni singolo caso; quindi lo si colloca in tutto e per tutto sotto la tutela della ragione, e ci si vuol servire sempre di questa: ossia muover sempre da concetti universali, regole, massime, ed attenervisi esattamente nella vita, nell'arte, perfino nella buona condotta morale. Di qui l'attaccamento caratteristico della pedanteria alla forma, alla maniera, all'espressione, alla parola. Il pedante con le sue massime generali si trova sempre al disotto nella vita, e si mostra inetto, insulso, inservibile; nell'arte, per la quale il concetto è sterile, produce aborti esanimi, rigidi, artificiosi. Quando, soprattutto in cose politiche, si parla di dottrinari, teorici, eruditi, s'intendono sempre pedanti: ossia persone che conoscono bensì le cose in abstracto, ma non in concreto. L'astrazione consiste nel cancellar dal pensiero le circostanze particolari: mentre sono appunto queste, che hanno grande importanza nella pratica."
(Schopenhauer, Il mondo)
(Schopenhauer, Il mondo)
giovedì 4 settembre 2014
Fior di zucca
"Nell'arte nulla vien fatto di buono con i concetti. Se il cantante, il musicista vuol prodursi con la guida della riflessione, si demolisce. Lo stesso vale per il compositore, il pittore, il poeta stesso: il concetto rimane sempre infruttuoso per l'arte. Esso non può guidare in lei che la tecnica: suo dominio è la scienza. Ogni vera arte proviene dalla conoscenza intuitiva, non mai dal concetto."
(Schopenhauer, Il mondo)
(Schopenhauer, Il mondo)
mercoledì 3 settembre 2014
La vita teme il potere delle parole
"Il sapere, la conoscenza astratta, ha il suo maggior pregio nella comunicabilità e nella possibilità di venir conservato in forma fissa: con ciò solo diventa così inestimabilmente importante per la pratica. Taluno può avere nel puro intelletto una conoscenza immediata, intuitiva del nesso causale dei cambiamenti e dei moti dei corpi naturali, e trovare in quella una piena soddisfazione; ma essa diviene atta ad esser comunicata, solo dopo che egli l'ha fissata in concetti."
(Schopenhauer, Il mondo)
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Per comunicare le sensazioni, percezioni, intuizioni che ci vengono nel rapporto fisico con la realtà, dobbiamo ricorrere alla comunicazione linguistica, che usa concetti, rappresentazioni astratte connesse tra di loro secondo regole grammaticali e sintattiche. Come sto facendo ora. Questo passaggio è possibile solo con un allontanamento dalla realtà immediatamente percepita e sentita.
Anche un grido che emetto con intento comunicativo per far sapere che ho provato un dolore, un poco si allontana da quel dolore. Molto spesso la comunicazione non è però così immediata: diventa interpretazione delle mie sensazioni, percezioni e intuizioni. Se quel dolore non è una spina che mi si è infilata nel piede, per esempio, ma è qualcosa di meno definito, fioccano le interpretazioni di ciò che mi sta accadendo, passate come definizioni di ciò che invece dovrebbe restare indefinito, volendo restare sulla "cosa" o nei suoi immediati paraggi.
Caso tipico di allontanamento dalla realtà verso lidi sconosciuti è quello dei sentimenti.
La definizione dei sentimenti che si provano chiede confidenza percettiva con le proprie sensazioni, competenza emotiva fine, competenza linguistica, e comporta comunque, sempre, la possibilità di errori di interpretazione. La prudenza è d'obbligo: un amore può essere solo un nome d'amore, un odio può essere solo un nome d'odio, ma la scelta inappropriata di quel nome può avere effetti pratici decisivi di tutta una vita.
(Schopenhauer, Il mondo)
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Per comunicare le sensazioni, percezioni, intuizioni che ci vengono nel rapporto fisico con la realtà, dobbiamo ricorrere alla comunicazione linguistica, che usa concetti, rappresentazioni astratte connesse tra di loro secondo regole grammaticali e sintattiche. Come sto facendo ora. Questo passaggio è possibile solo con un allontanamento dalla realtà immediatamente percepita e sentita.
Anche un grido che emetto con intento comunicativo per far sapere che ho provato un dolore, un poco si allontana da quel dolore. Molto spesso la comunicazione non è però così immediata: diventa interpretazione delle mie sensazioni, percezioni e intuizioni. Se quel dolore non è una spina che mi si è infilata nel piede, per esempio, ma è qualcosa di meno definito, fioccano le interpretazioni di ciò che mi sta accadendo, passate come definizioni di ciò che invece dovrebbe restare indefinito, volendo restare sulla "cosa" o nei suoi immediati paraggi.
Caso tipico di allontanamento dalla realtà verso lidi sconosciuti è quello dei sentimenti.
La definizione dei sentimenti che si provano chiede confidenza percettiva con le proprie sensazioni, competenza emotiva fine, competenza linguistica, e comporta comunque, sempre, la possibilità di errori di interpretazione. La prudenza è d'obbligo: un amore può essere solo un nome d'amore, un odio può essere solo un nome d'odio, ma la scelta inappropriata di quel nome può avere effetti pratici decisivi di tutta una vita.
Differenza caratteristica
"Taluni trovano piena soddisfazione solo in ciò che viene conosciuto intuitivamente. Causa ed effetto dell'essere nello spazio, intuitivamente manifesto, è ciò ch'essi cercano: una dimostrazione euclidea, o una soluzione aritmetica di problemi geometrici non li attira.
Altri all'opposto domandano i concetti astratti, che soli si prestano all'applicazione e alla comunicazione: essi hanno pazienza e memoria per i principi astratti, formule, dimostrazioni in lunghe serie di sillogismi, e calcoli, i segni dei quali rappresentano le più complicate astrazioni. Questi cercano determinatezza: quelli, intuitività. La differenza è caratteristica."
(Schopenhauer, Il mondo)
Altri all'opposto domandano i concetti astratti, che soli si prestano all'applicazione e alla comunicazione: essi hanno pazienza e memoria per i principi astratti, formule, dimostrazioni in lunghe serie di sillogismi, e calcoli, i segni dei quali rappresentano le più complicate astrazioni. Questi cercano determinatezza: quelli, intuitività. La differenza è caratteristica."
(Schopenhauer, Il mondo)
martedì 2 settembre 2014
C'è ragione e ragione
"La ragione offre sempre alla conoscenza solo ciò che ha ricevuto per altro mezzo, non allarga propriamente i confini della conoscenza, bensì non fa che darle un'altra forma. Ossia ciò ch'era stato conosciuto intuitivamente, in concreto, lo fa conoscere in modo astratto e universale. Ma ciò è senza confronto più importante che non sembri, così formulato, a tutta prima. Infatti ogni sicura conservazione, ogni possibile comunicazione, ogni precisa e ampia applicazione della conoscenza al campo pratico dipende dall'esser divenuta un sapere, una conoscenza astratta."
(Schopenhauer, Il mondo)
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Se si muove nell'ambito della conoscenza, la ragione offre ciò che ha ricevuto dalla percezione di realtà materiali e lo impacchetta in modo che possa viaggiare da una persona all'altra, o possa essere utilizzato in qualche laboratorio di ricerca. Se si muove fuori di questo ambito, se si disancora completamente dalla percezione di realtà materiali e se ne frega di tornare ad esse, vola in aria come palloncino sfuggito dalle mani di un bambino e lascia cadere a terra fantasticherie schiacciateste.
(Schopenhauer, Il mondo)
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Se si muove nell'ambito della conoscenza, la ragione offre ciò che ha ricevuto dalla percezione di realtà materiali e lo impacchetta in modo che possa viaggiare da una persona all'altra, o possa essere utilizzato in qualche laboratorio di ricerca. Se si muove fuori di questo ambito, se si disancora completamente dalla percezione di realtà materiali e se ne frega di tornare ad esse, vola in aria come palloncino sfuggito dalle mani di un bambino e lascia cadere a terra fantasticherie schiacciateste.
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