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giovedì 8 marzo 2018
domenica 6 dicembre 2015
venerdì 27 novembre 2015
Bianco e nero, con tanti grigi
Quando ho cominciato a fare fotografie me le sviluppavo e stampavo da solo, in casa. L'occhio si era esercitato a vedere quali realtà erano fotografabili in bianco e nero con buoni risultati, e quali invece erano belle solo. o essenzialmente, per i loro colori. La fotografia a colori è più difficile di quella in bianco e nero, almeno nel senso che si rischia molto di più la banalità della semplice registrazione della realtà, per cui poi si va con lo sguardo sulla foto e in pochi secondi si ha già voglia di passare oltre. La foto in bianco e nero più facilmente ti ferma, ti cattura, ti mette in attività di fruizione e percezione evocativa, cioè in contemplazione. Una bella foto a colori, che non sia né banale né troppo satura di sé, credo sia non solo un diverso merito del fotografo, ma anche un maggior merito - lo so che Salgado non la pensa così, che privilegia comunque la fotografia in bianco e nero, ma da quando ho capito che fotografava a volte il massimo della povertà umana con il massimo della ricchezza e della ricercatezza tecnica anche la sua opionione la penso in bianco e nero, con tanti grigi.
domenica 29 marzo 2015
martedì 24 marzo 2015
lunedì 23 marzo 2015
mercoledì 18 marzo 2015
domenica 15 marzo 2015
sabato 14 marzo 2015
martedì 24 febbraio 2015
giovedì 19 febbraio 2015
domenica 15 febbraio 2015
venerdì 6 febbraio 2015
martedì 3 febbraio 2015
La nostra natura
"Quello che si ribella contro il dissolvimento nel nulla, la nostra natura, è nient'altro che la volontà di vivere. Volontà di vivere siamo noi stessi, volontà di vivere è il nostro mondo. L'aver noi tanto orrore del nulla è un'altra manifestazione del come avidamente vogliamo la vita, e niente siamo se non questa volontà, e niente conosciamo se non lei."
(Schopenhauer, Il mondo)
(Schopenhauer, Il mondo)
lunedì 2 febbraio 2015
domenica 1 febbraio 2015
Il non pensabile
"Il concetto del
nulla è essenzialmente relativo, e si riferisce sempre ad alcunché di
determinato, ch'esso nega. Codesta relatività fu attribuita (specie da Kant)
soltanto al nihil privativum, indicato col segno - in opposizione al segno +;
il qual segno -, capovolgendo il punto di vista, poteva diventare +; e in
contrasto con quel nihil privativum, si stabilì un nihil negativum, che fosse
il nulla sotto tutti i rapporti, per esempio, del quale si cita la
contraddizione logica, distruggente se stessa. Ma, guardando più da vicino, un
nulla assoluto, un vero e proprio nihil negativum non si può neppure
immaginare: ogni nihil negativum, guardato più dall'alto o sussunto ad un più
ampio concetto, rimane pur sempre un nihil privativum.
Ciascun nulla è pensato come tale solo in rapporto a qualche cosa, e
presuppone codesto rapporto, ossia quella cosa. Perfino una contraddizione
logica è un nulla relativo. Non è un pensiero della ragione, ma non perciò è un
nulla assoluto: essa è un'accozzaglia di parole, è un esempio del non
pensabile, di cui nella logica si ha bisogno per mostrar le leggi del pensare:
quindi, allorché si ricorre con quel fine a un esempio siffatto, si bada
all'insensato, che è la cosa positiva di cui si va in cerca, trascurando il
sensato, come negativo.
Così dunque ogni nihil negativum, o nulla assoluto, quando venga
subordinato a un concetto più alto, apparirà sempre qual semplice nihil
privativum, o nulla relativo, che può sempre scambiare il suo segno con ciò
ch'esso nega, sì che questo diventi a sua volta negazione, ed esso viceversa
diventi posizione. Ciò ch'è universalmente ammesso come
positivo, che noi chiamiamo l'ente, e la cui negazione è espressa dal concetto
del nulla nel suo significato più universale, è appunto il mondo della
rappresentazione, specchio della volontà. E questa volontà e questo mondo sono
poi anche noi stessi, e al mondo appartiene la rappresentazione in genere, come
una delle sue facce: forma di tale rappresentazione sono spazio e tempo, quindi
ogni cosa, che sotto questo riguardo esista, deve essere posta in qualche luogo
e in qualche tempo.
Negazione, soppressione, rivolgimento
della volontà è anche soppressione e dileguamento del mondo, ch'è specchio di
quella. Se non vediamo più la volontà in codesto specchio, invano ci
domanderemo dove si sia rivolta; e lamentiamo allora ch'ella non abbia più né
dove né quando, e sia svanita nel nulla. Un punto di vista invertito, qualora
fosse possibile per noi, scambierebbe i segni, mostrando come nulla ciò che per
noi è l'ente, e quel nulla come l'ente.
Ma, finché noi stessi siamo la volontà
di vivere, il nulla può esser conosciuto da noi solo negativamente, perché
l'antico principio d'Empedocle, potere il simile esser conosciuto soltanto dal
simile, ci toglie qui ogni possibilità di conoscenza; come viceversa poggia su
quel principio la possibilità di tutta la nostra conoscenza reale, ossia il
mondo come rappresentazione: il mondo è l'autocognizione della volontà.”
(Schopenhauer, Il mondo)
mercoledì 21 gennaio 2015
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