“Vi sono due storie: la storia politica e quella della letteratura
e dell'arte. La prima è la storia della volontà, la seconda è quella
dell'intelletto. Perciò la prima, tutta quanta, ci riesce angosciosa, anzi
spaventosa, piena com'è di angoscia, afflizione, inganno e orribili assassinii.
La seconda, invece, è dovunque piacevole e serena, come lo è l'intelletto isolato, anche
se descrive errori. Il suo ramo principale è la storia della filosofia. In sostanza essa è il suo basso
fondamentale, che si fa sentire anche nell'altra storia e anche là, dal suo
fondamento, guida l'opinione: ma quest'ultima domina il mondo. Perciò la
filosofia è, in senso proprio e bene intesa, anche la più formidabile potenza
materiale; essa, tuttavia, agisce con grande lentezza”.
(Schopenhauer, Parerga)
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.. e anche là, dal suo
fondamento, guida l'opinione: ma quest'ultima domina il mondo
.. la più formidabile potenza
materiale
La più formidabile potenza
materiale!
Capisco cosa vuole dire.
Non capisco invece a prima lettura quel "dal suo fondamento".
La visione del mondo, la filosofia detta o implicita - la teoria implicita in ogni nostra azione - è il basso fondamentale della letteratura e dell'arte, "si fa sentire" anche nella politica e "anche là, dal suo
fondamento, guida l'opinione".
Il fondamento della filosofia, della visione del mondo, della teoria implicita o esplicita in tutto ciò che facciamo, dell'opinione, per Schopenahuer è la politica?
Se così fosse, considerando la politica una emanazione dell'economia reale, ci sarebbe una concordanza con la filosofia di Marx, in questa affermazione. Ben diversa è la considerazione del potere materiale della visione del mondo, che in Schopenhauer, se fosse giusta l'interpretazione data alle sue parole, andrebbe incontro alla domanda: come può "la più formidabile potenza materiale" essere fondata dalla politica piuttosto che fondarla?
Non è l'opinione che domina il mondo, bensì coloro che manipolano l'opinione, ben consapevoli della sua "potenza materiale". E' vero che anche i manipolatori d'opinione sono guidati da una teoria, da una visione del mondo, ma questa a sua volta può essere pensata una realizzazione degli istinti, delle tendenze innate, biologiche, di sopravvivenza e dominio - cioè, direbbe Schopenhauer, della "volontà" che tutto muove.
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