lunedì 3 novembre 2014

Il verbo e l'azione

In principio era il verbo? No, fa dire Goethe a Faust, era l'azione.

Dice uno, e magari fosse uno: il principio, l'origine, è stato il verbo, la parola-pensiero. Il mondo è manifestazione oggettiva, oggettivazione, materializzazione, produzione della parola-pensiero. Parola-pensiero umano, chiaramente: in questo senso, l'unico che abbia senso, l'uomo intuisce che la sua mente è l'origine della sua rappresentazione del mondo, e identifica questa rappresentazione con il mondo là fuori. Ma non la sua mente tutta, non la mente del bambino che nasce e vive una parte fondante della sua vita senza linguaggio, senza parola, non la mente che sogna dormendo: soltanto la mente-verbo della veglia dell'adulto, il pensiero linguistico, la parola sarebbero origine della rappresentazione della realtà - mettendo da parte il delirio proiettivo che la realtà sarebbe prodotta dal verbo di un essere molto simile all'uomo tranne che per l'onnipotenza fuori del tempo, dello spazio e della generazione causale.

Parola-pensiero, pp, pippe, dice l'altro: il mondo, la realtà, ha come principio l'azione, il movimento, il fare, il produrre. E' l'atto, il movimento, la realizzazione funzionale che origina il mondo: non il cervello, né la mente in sé, ma è il suo agire, il suo procedere, il suo funzionare, che produce il mondo. Cosa comprensibile, non delirante, solo se si pensa alla rappresentazione mentale, all'immagine del mondo, e non al mondo là fuori: allora queste parole diventano comprensibili e possono essere corrispondenti alla realtà - muoio io, muore il mondo tutto, nell'unico senso sensato possibile che muore la mia immagine del mondo, la mia rappresentazione sensibile e astratta di tutto ciò che mi è venuto e passato nella mente come percezione della realtà, come immagine di essa, come fantasia, come pensiero. L'immagine del mondo, me compreso, ha come origine l'azione, il movimento, il vivere dell'essere e non l'essere.

Il mondo come realtà materiale prodotta dall'uomo secondo il verbo, il pensiero-parola, la consapevolezza adulta, la ragione, la tecnica delle mani tecnicamente intelligenti, è solo una parte della realtà.
Ma questa parte di realtà è decisiva per le sorti dell'uomo tutto come essere naturale, va vista bene, dice Marx, e per vederla bene dobbiamo uscire dal concetto esteso, dall'astrazione illusiva di alto livello, non pensare più all'uomo ma a uomini determinati, vedere che il pensiero-parola, la consapevolezza, la ragione sono originati dall’azione solo di pochi uomini per se stessi, mentre a tutti gli altri non resta che l’azione della tecnica delle mani tecnicamente intelligenti e per il resto sono uomini soltanto per l’azione e nell’azione che produce sudore, saliva, muco, lacrime, urina, feci, sangue e figli, e poiché la loro azione-origine di realtà è ridotta a questo la loro parola-pensiero, la loro consapevolezza, la loro ragione non sono quelle dell’astrazione uomo naturale, né tantomeno quelle dei pochi uomini la cui azione è origine storica della distribuzione di azione.

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